Stile stupendo

SIATE CHIARI Pensosi editorialisti aprono il periodo con una scarica di subordinate esplicite e implicite. In terza media non la passerebbero liscia, ma i direttori dei giornali lasciano fare. Si tratta di sadomasochismo intellettuale, non prendetelo ad esempio. Ricordate, invece: chi scrive chiaro, sa scrivere; chi scrive difficile, di solito, non ha niente da dire. Oppure ha qualcosa da nascondere.

SIATE CONCRETI Scrivere non vuol dire sussurrare, alludere o mugugnare. Vuol dire comunicare. Non vi succeda MAI di pensare o di dire “Non avete capito!”. Se chi legge non capisce, la colpa è SEMPRE di chi scrive.

SIATE IRONICI (SE VI RIESCE) La cultura italiana diffida dell’ironia. Io vi invito a diffidare della cultura italiana.

SIATE ORIGINALI Se volete essere ricordati – almeno fino alla prossima email – cercate di evitare metafore bolse, formule retoriche, chiuse stereotipate. Distinti saluti è ridicolo: chi li distingue, i vostri saluti, se sono tanto prevedibili?

SIATE PAZIENTI Imparate a memoria questa frase di Truman Capote: “Scrivere ha le sue leggi della prospettiva, della luce e dell’ombra, proprio come la pittura, o la musica. Se sei nato conoscendole, bene. Se no, imparale. Poi sistema le regole perché facciano al caso tuo.”

NON SIATE PASSIVI E’ meglio se voi scegliete un film, invece d’aspettare che il film sia scelto da voi (o dalla vostra ragazza, fissata con Scamarcio).

LA REGOLA DEL P.O.R.C.O.

Pensa (aspetta a scrivere; prima decidi cosa dire)

Organizza (metti giù un piano d’azione, diviso per punti)

Rigurgita (butta fuori, senza pensarci troppo)

Correggi (rileggi con calma)

Ometti (togli tutto ciò che non è necessario)

VOCABOLARI Prendete l’abitudine di aprirli, ogni tanto. Non mordono, risolvono un sacco di problemi ed emanano un buon profumo di carta.

I VOSTRI COMMENTI
    • Alice Tralli | 17 maggio 2012 alle 17:17

      Come al solito sono in accordo con ciò che afferma, specialmente per quanto riguarda il vocabolario!

    • Ferdinand Bardamu | 4 giugno 2012 alle 13:08

      Visto che ci siamo, Severgnini, perché non impariamo a scrivere la “e” accentata maiuscola? Col computer non ci sono più scuse: si possono scrivere tutti i segni possibili. La combinazione ASCII è Alt + 202. Col Mac Alt + 9 + E. Quello che ha scritto lei (e con lei molti altri giornalisti) è il clitico pleonastico di terza persona – con apocope posvocalica – proprio delle parlate toscane: es. “E’ piove”.

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