I consigli
Ordinaria ortografia
Basta col pò Resistete alla pigrizia, alla sciatteria altrui, ai dizionari dei cellulari: un po’ è la forma tronca di un poco, perciò si scrive con l’apostrofo e NON con l’accento (il fiume Po è in secca, e non vuole né l’uno né l’altro).
BÈ? BUUUH! Be’ è la forma tronca di bene: quindi, si scrive con l’apostrofo (come po’). Scrivere bè, bè, bè... è conformista. Cos’è quel belato? Volete seguire il gregge?
Eco grafia Un’eco o un eco? Vanno bene tutti e due. Il sostantivo è sia maschile sia femminile (il plurale invece è solo maschile: gli echi). Nell’espressione Conosco un Eco che colleziona lauree honoris causa l’apostrofo, ovviamente, non ci va. Il professore è un maschietto.
PRIMA PERSONA PLURALE Se amiamo una ragazza, la accompagniamo a casa (con la i).
Il suffisso -iamo (non -amo) è la prima persona plurale del presente indicativo.
Il suffisso -iamo (non -amo) è la prima persona plurale del presente indicativo.
Prìncipi e princìpi L’italiano non richiede l’accento all’interno di una parola, ma se temete confusione, mettetelo comunque: circùiti e circuìti, còmpiti e compìti, prèsidi e presìdi, prìncipi e princìpi, sèguito e seguìto, sùbito e subìto.
Qual è Non vuole l’apostrofo. Si tratta infatti di un troncamento, non di un’elisione. In altre parole: qual sta in piedi da solo. Anche tal, fin, suol e vuol non si apostrofano, per lo stesso motivo.
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