Messaggi


12/10/2008

CHE TIPO DI DONNA NORMALE SONO?

MorbidaMaterna&Masochista o TantoTitrito? Qualche attimo di esitazione prima di definire la tipologia di Donna Tripla che più mi appartiene. Deciso. Entrambe. In fondo sono una Donna Normale anche io! Aspetto con ansia il suo prossimo lavoro: l'autista dell'autobus riprenderà a strombrazzare davanti alla fermata per far si che stacchi gli occhi dai suoi libri e mi accorga di lui, grazie al cielo! a presto. Anastasia

Risponde Beppe: Se sei sull'autobus, nessun problema. Non farlo sulle strisce pedonali.
06/10/2008

Grazie.

Prima di partire per l'America, mi aggiravo per la libreria alla ricerca di un libro attinente alla mia metà, così sono imbattuta in 'Un Italiano in America'. Letto tutto d'un fiato e precipitata a comprare 'Inglesi' e 'L'inglese'. Alla fine, ho desiderato averli letti prima di partire per il mio mese quasi disastroso passato a Londra. Dopo di chè mi sono dedicata a 'Italiani si diventa'. Nonostante la mia giovane età, complici forse i genitori un po' avanti con l'età, ho rivissuto gran parte della mia infanzia. Un semplice Grazie, perché un Severgnini sul comodino è garanzia di un sorriso prima di addormentarsi.

Postato da Abes (abesart@gmail.com)
Risponde Beppe: Garanzia' è una parola impegnativa, cara Aurora; ma è un gran complimento. Vuol dire: questo prodotto - sì, lo siamo anche noi scrittori - non mi delude. Che dire, ancora? Speriamo di continuare così. Il 30 ottobre esce 'Italians - Il giro del mondo in 80 pizze' (Rizzoli). E' di gran lunga il libro di viaggi migliore che ho scritto; e racchiude - credo - il piacere agrodolce di essere italiani all'estero. Fammi sapere ;-)
04/10/2008

amanti della lingua italiana

Leggo volentieri i suoi libri. L'ultimo è proprio 'L'italiano - Lezioni semiserie'. Ho regalato alcune copie ai miei amici perchè mi è sembrato di donare il suono della nostra lingua che si sta perdendo nel gergo e non nei dialetti. Quando localmente prevalevano i dialetti ma gli studenti a scuola studiavano veramente la nostra lingua era brillante. L'ho regalato alla mia insegnante di Lettere delle medie che ora ha 70 anni e oltre che trovarlo divertente ha apprezzato la profondità di certe analisi e l'ironia fatta sulle distorsioni dell'uso dell'italiano. Io, dal canto mio, che ho sempre cercato di avere una buona forma di espressione, mi trovo a correggermi ulteriormente, semplificando le forme e scegliendo le parole più corrette.

Postato da mauretta (mmtestariccia@gmail.com)
03/10/2008

L'inglese

Ciao Beppe! Mi chiamo Laviero e sono studente di economia a Siena. In primis volevo complimentarmi con te perchè sei semplicemente un grande. Poi però volevo chiederti un undicesimo consiglio perchè i 10 consigli presenti ne 'L'inglese' non mi bastano più! Mi comincia a mancare la faccia tosta! Sono in erasmus ad Hasselt (regione fiamminga del Belgio) dove seguirò corsi in lingua inglese e dove cmq l'inglese è parlato da tutti. Le prime due settimane è andato tutto alla grande... ma la terza mi sta mettendo un pò in agitazione. Aiuto! ps: non mi sembra inutile dirti che, con i vincoli di peso ryanair, l'unico libro che ho voluto portare con me è proprio 'L'inglese' e che se passi da queste zone sarei lieto di invitarti per una pizza! ;-)

Postato da Viero (lupastro2006@hotmail.it)
01/10/2008

Italiano - Lezioni semiserie

Caro Severgnini, suo lettore da anni, ho recentemente terminato lo studio del suo 'Italiano Lezioni semiserie'. Oltre alla consueta ironia ed eleganza d'espressione che la contraddistingue da sempre, il libro offre una radiografia impietosa dei vizi espressivi contro i quali si combatte ahimè spesso senza soverchie possibilità di vittoria. Mi sono riconosciuto purtroppo in svariate situazioni da lei rappresentate e, umiliato, ho fatto voto di non cadere più in tentazione. Ho rivisto alcune mie mail per le quali sono stato spesso criticato in azienda in quanto ritenute complesse ed eccessivamente articolate; il verdetto è tanto crudele quanto inappellabile. Risulto barocco e tendo all'autocompiacimento. Giuro: non accadrà più! Il libro fà bella mostra di sè sulla mia scrivania a testimonianza della conversione ad una prosa più immediata; ho avviato peraltro una dura opera di conversione anche dei miei collaboratori e, spero, dell'alta direzione. In sostanza una sfida al mondo dell'incomunicabilità, una crociata a sostegno del congiuntivo nonchè un tentativo di ottenere riunioni in cui si parli italiano. Estratto del capitolo dedicato all'abuso di terminologia inglese è stato inviato a tutti i nostri consulenti in modo da evitare che i meetings per il kick off del project riferito al roll out della new company si concludano senza avere definito la mission, condiviso la vision e non esplorato tutte le issue in agenda. Mi rendo conto di aver avviato una lotta titanica ma è una sfida personale mossa dal sacro fuoco acceso dal suo libro in merito alla quale la terrò aggiornato. Spero di leggerla e confido nel suo sostegno. Un cordiale saluto. p.s.: salvo errori dovrei essere riuscito a non usare neanche un 'che' e ad non impiegare avverbi in 'mente'. Promosso?

Postato da sansone (davide.deviettigoggia@quixa.it)
Risponde Beppe: Rimandato a settembre! Ha scritto 'fà' con l'accento ;-)
01/10/2008

calligrafia

salve, sono stanco di correggere i miei colleghi! è vero che è un errore dire: hai una bella calligrafia? si dice: hai una bella grafia.. sono in errore?

Postato da lanvito (lanvito@fastwebnet.it)
30/09/2008

Richiesta di un parere

Ho letto con grande interesse il suo libro 'L'Italiano. Lezioni semiserie'. Da esso ho imparato molto, tengo questo libro per consultazione. Ora vorrei chiedere un suo parere: Tutti sappiamo cosa significa 'handicap', ma quando viene trasformato come aggettivo italiano, è meglio scrivere 'handicappato' o è meglio, come io sostengo, scrivere 'endicappato'? Luciano Lorini

Postato da Luciano (lucgorini@alice.it)
24/09/2008

ringraziamenti

Ho appena finito di leggere 'L’italiano. Lezioni semiserie'. Grazie.

Postato da pignetta (lalyb@libero.it)
17/09/2008

Grazie

Gentile Signor Severgnini, la ringrazio per le sue 'Lezioni semiserie' - molto utili, e divertenti. Mi sto impegnando ad applicare i suoi insegnamenti - spero sia evidente in questa email. Rimpiango di averla conosciuta solo ora (i miei vent'anni mi giustificano?); prometto di provvedere al più presto - noti: neanche un 'che'. Un cordiale saluto, Claudia.

Postato da Irish Bfly (c_deangelis@hotmail.it)
16/09/2008

Il Corriere a Fi arriva senza Italians

Grazie B.Severgnini. Se non sbaglio, solo raramente appare Italians sul Corriere di Firenze. Mi manca molto. Ormai ho letto quasi tutti i suoi libri, e ne ho regalati molti. Una bella terapia antidepressiva. Una buona, saggia, divertente ironia, idee chiare e molto buon senso. Buon lavoro e tantissimi auguri. maria_santoni@hotmail.com

Postato da sinfo (maria_santoni@hotmail.com)
Risponde Beppe: Be', 'Italians' esce ogni giorno in rete (www.corriere.it/italians ) e ogni giovedì sul 'Corriere' e sul Magazine! P.S. Grazie.
14/09/2008

Bella intervista

Ciao Beppe! Mi presento, sono Federica. Ti scrivo perchè ho appena visto su sky la tua intervista a Giovanni Allevi. Premettendo che voi due siete due personaggi che io adoro, ti dico che mi sono proprio divertita ad ascoltarvi, sia perchè entrambi siete persone brillanti, sia perchè è stato tutto all'insegna della spontaneità. Mi sono piaciute tantissimo le espressioni che hai fatto ogni volta che Giovanni finiva di parlare, eri proprio senza parole. Davvero, complimenti :) e un saluto dalla tua più grande giovane fan (mi dispiace per Silvia che ti ha scritto poco tempo fa, ma credo proprio di essere io la più giovane, spero mi scuserà).

Postato da Federica (fedecatalano@hotmail.it)
Risponde Beppe: Grazie Federica. Ti dirò, quell'intervista è piaciuta molto anche a me. Hai 16 anni? Sei un formidabile '92? L'età di mio figlio Antonio! Ciao, bsev
13/09/2008

L'italiano

Caro Beppe, Ho appena finito di leggere – tutto d’un fiato – il suo libro “L’italiano – lezioni semiserie”. L’ho apprezzato molto: è ammirevole da parte sua lo sforzo compiuto per racchiudere una tale quantità di informazioni in meno di 200 pagine, affatto noiose(!). E lo è ancor di più la competenza con cui questi argomenti sono trattati. Mi permetto di contestare solo su 2 punti: -“stage” è una parola francese, e non inglese, come tutti pensano (o meglio, in inglese esiste, ma significa “scena di teatro”, non “tirocinio”); -“ucràino” è una parola piana, e non sdrucciola, dal momento che il gruppo -ai- forma un dittongo. Due errori abbastanza inconsueti per un giornalista che – a differenza di tanti altri – scrive correttamente la parola “suspense”. Ancora un’annotazione. Da questo suo libro trapela tutto lo spirito del giornalista: nonostante le citazioni da Montale, Ungaretti, eccetera, passando per la proverbiale semplicità di Hemingway e Camus (entrambi anche giornalisti, “ndr”) vuole convincere che la scrittura migliore sia quella chiara, misurata, a frasi corte ma efficaci. Giusta definizione, che si adatta però solo alle email, non ai potenziali testi (narrativi) da pubblicazione. La scrittura letteraria infatti si è spesso nutrita anche dell’opposto: dimentica forse Kafka (tedesco impeccabile ma frasi lunghissime), Proust (prolisso e oltremodo noioso), o Joyce (con i suoi puntini di sospensione ha inventato un nuovo genere) e Beckett (non abusava forse dei punti?) – per citarne solo alcuni? Eppure anche loro mi pare siano annoverati come pionieri della storia della letteratura. Da studentessa del corso di laurea in lingue e letterature straniere non posso non obiettare. Ora, se è arrivato alla fine di questa mail le sue pagine sono servite allo scopo. Forse. Che ci sia anche un po’ di talento? Sarei lusingata di ricevere una risposta alle mie osservazioni. La saluto con simpatia A.R.

Postato da Alex (xystus_9@hotmail.com)
Risponde Beppe: Infatti l'ho scritto, all'inizio del libro: i miei consigli servono per la scrittura non-narrativa (dall'email al saggio, dall'articolo alla relazione). Un narratore o un poeta fa quello che vuole. Verrà giudicato dal risultato. Magari si rivelerà un nuovo Joyce; più spesso sarà incomprensibile (e apparirà presuntuoso). Non è però il tuo caso, Alessia! Bsev
07/09/2008

'D' eufonica

Ciao Beppe, cosa pensi circa la 'd' eufonica? Va utilizzata o meno? C'è una regola precisa? Per favore aiutami, c'è una scommessa in ballo! Un abbraccio.

Postato da mark (marcopapa1986@gmail.com)
Risponde Beppe: 'Eufonica' = è una questione di orecchio! Io la evito quanto si incontrano vocali diverse (Marco e Andrea), la uso quando di scontrano vocali uguali (Marco ed Ettore). Ma come si può scrivere/dire 'Ruini od Odifreddi?' Orendo... (una 'r')
06/09/2008

Grazie

Gentile Severgnini, mi ritrovo qui a scriverle spinta dalla curiosità di una sua risposta. Dunque, ho avuto modo di leggere solamente due suoi libri: 'L'italiano, lezioni semiserie' e 'L'inglese, nuove lezioni semiserie'. Studio al Liceo Linguistico, e la nostra insegnante ci consigliò di leggere le sue lezioni semiserie di Inglese. Mia madre mi comprò il libro 'L'italiano'. Così, pe un motivo o per l'altro li lessi entrambi. E per entrambi i casi, sono rimasta davvero colpita. Assolutamente sì (la prego, accetti queste due parole assieme, per una volta chiuda un occhio). E poi, oltre questi due libri, ho letto tanti tanti articoli da lei scritti. La ringrazio immensamente per tutto ciò che scrive. Perchè lo fa benissimo. Grazie quindi, col cuore. Sicura di una sua risposta, la saluto. La sua più grande giovane fan.

Risponde Beppe: Non credo di meritare tanto, giovane Silvia. Però grazie. Aspetto recensioni di altri libri!
06/09/2008

L'italiano, lezioni semiserie

Finalmente qualcuno che insegna ad abolire il doppio 'che'... Grazie. A quando una buona lezione di sintassi? Giuliana Frandi Devoti

05/09/2008

10 libri sugli States

Caro Beppe, sono un suo assiduo lettore amante dagli States e grandissimo fan dell' loro anti-eroe per eccellenza Bruce Springsteen. Grazie ai suoi consigli di lettura sparsi nei vari articoli da lei firmati e cercando di seguire il filo conduttore dello Springsteen 'scrittore' che cerca di analizzare in maniera sempre più profonda la sua terra, sono sempre più affascinato dalla letteratura americana contemporanea. Quindi, secondo lei, quali sono i 10 libri che non dovrebbero mancare nella mia libreria? Grazie e arrivederci a Udine. Ps Non male la sua Inter ma un Di Natale come il nostro, The Big Mou, se lo sogna, vero?

Postato da lumcphy (luca.de.filippi@alice.it)
Risponde Beppe: Big Mou i giocatori li ha...
04/09/2008

finalmente l'italiano

Sto leggendo 'l'italiano, lezioni semiserie' e devo dire che sono d'accordo su tutta la linea. Sarà perchè ho studiato lingue o perchè ho la mamma toscana 'pura', ma sono molto attaccata alla nostra tradizione linguistica. E' fondamentale lo studio di altre lingue ma odio la contaminazione con la nostra, così bella e ricca di vocaboli e di sfumature. Abbiamo proprio bisogno di rovinarla?Tutto il mondo ce la invidia e noi non sappiamo apprezzarla. Purtroppo lavoro in un'azienda dove si fanno le convention e dove i responsabili sono team leader, per comodità TL, e dove ogni mattina fanno un breafing (o breakfast come lo chiamo io). Fortunatamente siamo leader nel settore etc etc. Fortunatamente a casa ho il mio bimbo al quale insegnerò che mischiare più lingue risulta odioso e che i suoi nonni non lo possono capire perchè sanno solo l'italiano. Grazie mille Elena.

Postato da elenina (elena.ceretti@tin.it)
03/09/2008

L'italiano - Lezioni semiserie

Buongiorno Sig. Severgnini, ho letto con piacere il libro in oggetto: ironico e sintetico. Ho riscoperto la mia enorme ignoranza. Le chiedo: pag. 181 testo di Michele Serra. Inizia - Una squadra..... successivamente diventa un gruppo..... perché simpatica ... e diventata .... - e non simpatico/diventato - maschile come gruppo cui si riferisce? Scusi il disturbo. Grazie per la risposta.

Postato da gianca (giankarlom@libero.it)
25/08/2008

Ciao Beppe

Beppe sei il mio mito! Adoro i tuoi libri sugli Americans e sugli Italians! Un'italiana all'estero...

Postato da annaelle (annaelle12@gmail.com)
Risponde Beppe: Arrosisco, e chiedo: all'estero dove?
22/08/2008

Sulle sue Lezioni semiserie di Italiano

Gentile Severgnini, leggendo le sue Lezioni Semiserie de L'Italiano, mi è venuta voglia di scriverle. Sono certo dello scarso valore delle mie considerazioni presso di lei, tuttavia mi voglio illudere che le prenderà semiseriamente. Desidero innanzi tutto ringraziarla del contenuto del volume e dell'intenzione con il quale lo pubblica - quella palese, s'intende. Benchè io non sia toscano, non riesco a fare a meno del suono inimitabile di quel 'sicchè', del suo ruolo nel periodo: quasi un singhiozzo a far saltare la puntina del disco di qualche solco in avanti, ma con perfetta sincronia. Lei, invece, mi stronca il ritmo sincopato così ottenuto con un 'ridicolo'; come fa a resistere al suo fascino? Altra considerazione sul 'che': quando ci vuole, ci vuole. Perchè risparmiare subordinate, e perdere così la facoltà di attirare o sviare l'attenzione del lettore, confonderlo anche - se utile -, utilizzando uno stile un po' barocco? Adoro il barocco, specialmente in musica. Infine la brevità: figlia della fretta. E' un po' un controsenso, se si pensa agli interminabili panegirici che riempivano le costosissime pergamene. Le parole sono strumenti eccezionali, è vero, ma rimangono contenitori sterilizzati di concetti personali: quasi sempre approssimazioni convenzionali di concetti personali anche parecchio più complessi. Spesso le situazioni superano la capacità di espressione dello scrivente, e la sua scorciatoia dualista con la quale falcidia avverbi, aggettivi, anche periodi interi, è in realtà assai pericolosa. Non mi dica: 'O è pericolosa o non lo è', perchè mi stupirebbe pensare che lei non faccia differenza tra la pericolosità di un patore maremmano e quella di un pechinese. Sono convinto che anche una e-mail di lavoro debba non di rado salvaguardare la qualità dell'informazione producendosi in articolazioni complesse per descrivere situazioni altrettanto complesse ed articolate, come un rapporto di polizia descrive minuziosamente i fatti per permettere ad altri un attento giudizio. So di essere in minoranza quando esprimo il mio parere sulla comunicazione 'efficace', vale a dire quel concentrato di pensiero che finisce sempre per sapere di conservante, e spesso per perdere la parte più nobile. Tolga ad un quadro i colori che differiscono troppo poco da quelli più conosciuti, le sfumature meno estese, conti i colori come fa con le parole ed i caratteri: avrà come effetto un disegno stile bambino in età prescolastica - genere di pittura in effetti oggi molto valutato. Ma ha distrutto la pittura. Non credo che lei arriverà fino qui, cestinerà sicuramente prima. Nel caso però la premio con una citazione di JRR Tolkien che mi è molto cara: '[in Vecchio Entese] per dire una cosa qualsiasi si impiega un'infinità di tempo, perchè noi preferiamo non dire una cosa, se non vale la pena di prendere molto molto tempo per dirla e ascoltarla' (Il Signore degli Anelli, Bompiani 2006). Rinnovo i miei rigraziamenti e la saluto.

18/08/2008

come molti di noi possono apparire all'estero

A proposito de 'l'inglese lezioni semiserie' vorrei segnalarti un bellissimo video su youtube http://www.youtube.com/watch?v=cgl2OEeWDwA l'ho trovato molto divertente perchè ,anche se fortunatamente non mi sono mai trovato in situazioni del genere , avrei potuto benissimo essere io il protagonista o come me molti altri italiani che non hanno nessun timore a parlare in inglese anche a costo di essere ridicoli. Sei un grande , amo i tuoi libri anche se purtroppo - per colpa mia sia chiaro - non mi hanno insegnato niente. p.s a dimostrazione della mia ultima affermazione, sappi che ho letto per ben 3 volte 'l'italiano lezioni semiserie'

18/08/2008

Italiano - Lezioni semiserie

Caro Severgnini, grazie per gli interessanti e divertenti libri. Pur non avendone titolo, mi permetto di fare le seguenti note al suo ultimo libro: P. 11 - 'Bene, questa era l'introduzione' non è colloquiale? P. 20 - Contesto - Difendo questo termine, che se usato a proposito, mi sembra utile. P. 23 - Interfacciare - Non la difendo! A sua discolpa però ci sono tutti i termini tecnici che di fatto ci obbligano a usarla (es. come dire che un programma per PC deve collegarsi con una macchina?). P. 149 A me sembra che il colpevole sia la TV. Si pensi che anche giornalisti famosi, e persino il telegiornale non usano più il congiuntivo. P.155 Non capisco proprio perché non dovrei usare 'che': in inglese si traduce in tante parole, come lo dice lei stesso. P.161 Grandi scrittori hanno usato bene gli aggettivi: perché quest'attacco? P. 190 Non mi aspettavo un errore di grammatica all'ultima frase! A meno che lei non ritenga certo che le sue pagine sono servite allo scopo, cosa che non si addice ad una persona spiritosa come lei. Cordialmente Alessandro Romagnolo

Postato da Sandro (estheresandro@gmail.com)
16/08/2008

Luna e Romeo

Che buona foto di Luna e Romeo nella galleria, mi ha fatto ridere scoprire che io scrivo italiano piú o meno come loro.

Risponde Beppe: Romeo è un po' debole nei congiuntivi.
12/08/2008

Grazie

Grazie tante, mi sono divertita, imparando! Insegno Russo alla universita' a Roma e porto il suo libro ai miei amici italianisti. Bravo!

Postato da 1962 (oliverelena@tiscali.it)
Risponde Beppe: Bene, aspetto i commenti...
26/07/2008

L'italiano di facciata. Una recensione di superficie.

Compro oggi le lezioni di italiano in edizione economica 'superpocket' (a proposito delle parole inglesi che si potrebbero evitare...). Bellissima copertina cartonata rigida. Ma carta è l'impaginazione sono un po' scadenti, anche per un tascabile. L'ho messo di fianco al superpocket di 'Manuale dell'uomo domestico' la cui copertina è di volgare cartoncino (e va benissimo, così sono i tascabili in tutto il mondo) ma la carta è migliore, con corpo ed interlinea più grandi. Suggerimento per il tuo editore: facciamo il 'cliente' contento non solo mentre accarezza la copertina sullo scaffale del supermercato (sarebbe stato più bello aver scritto libreria, ma la realtà, anche per me...).

Postato da ciarpame (ciarpame@gmail.com)
Risponde Beppe: Ma è l'edizione rilegata di un libro recente e costa solo 5 euro e 90! Qualcuno è proprio incontentabile. O sbaglio?
23/07/2008

Bella Figura

Hi Beppe, I WAS READING YOUR BOOK TODAY ON THE BEACH IN capo TESTA, Sardegna,laughing outloud.I bought the book in US, because I liked the title. I told everyone about how much I enjoyed your writing and sense of humor. They knew about you from the newspaper. I am having dinner in S INDIRA in Santa Reparta and I have learned that you live close by in Rena Majore. Iam leaving Friday, but I would love to meet you next year. Thank you for sharing your love of writing...you have made my day, and week. Regards, Diane S. Vezza New Jersey, USA wwww.dianevezza.com

Postato da Diane (dvfoodwork@aol.com)
Risponde Beppe: Next time, then! Thanks Diane, and all the best from sunny (and VERY windy) Gallura... Un abbraccio, Bsev
21/07/2008

L'italiano, lezioni semiserie

Carissimo Beppe, (mi permetto di darti del tu) ci siamo conosciuti all'aeroporto di Cagliari nel gennaio del 2004. Ti accompagnava una mia amica di nome Benedetta. Mi chiamo Filippo e sono un ex alunno di Rosellina Corona. Ti scrivo per comunicarti che i tuoi libri hanno riscosso un grande successo qui a Girona. Parlo soprattutto dell'ultimo. È impegnativo tradurre in catalano alcuni passaggi, però, è divertente e piacevole discutere con i ragazzi di aggettivi, punteggiatura... prendendo spunto dalla tua ironia e dalle tue definizioni efficaci e simpatiche In questo caso ho utilizzato due aggettivi e mi vergogno. Ti chiedo umilmente scusa. Riconosco che gli aggettivi sono come le cravatte: meglio usarne una alla volta o nessuna. Altrimenti si diventa ridicoli (p. 162). Ciao Filippo

Postato da filippo (girona76@yahoo.es)
Risponde Beppe: I tuoi aggettivi vanno benissimo. Sono contento che LILS sia piaciuto. Vedrai il prossimo: è perfetto per voi! Data di uscita prevista: 5 novembre 2008. ciao bsev
28/06/2008

Italiano, Lezioni semiserie

Caro Beppe, ho appena finito di leggere uno dei tuoi ultimi libri, e sarà perché la scuola è finita ma ne sento già un po' la mancanza, sarà perché l'ho letto poco prima di una presentazione di autori esordienti, 'Italiano, Lezioni semiserie' mi è sembrato davvero molto utile ed accattivante. Ho riso di gusto ripensando alla mia professoressa che mima oscene virgolette muovendo le dita nell’aria, e quando ho sentito gli esordienti ai quali accennavo sopra parlare di “amicizie con la a maiuscola” e di “vent’anni che si hanno una volta sola”. Ho ripassato in una giornata -spassandomela- regole e regole somministrate al ginnasio da un professore occhialuto e molto serio affiancato da un’arma letale: il Tantucci. Mi sento in dovere di ringraziarti; un bel ripasso mi occorreva. E qualche risata anche. Adriana Giuffrida, Roma

Postato da Spintera (melanthea@hotmail.com)
24/06/2008

ASSOLUTAMENTE SI/NO

Ciao Beppe, Sono Rossana di Milano, quella ragazza venuta alla conferenza stampa lo scorso gennaio e a cui hai fatto un paio di autografi, di cui uno su 'L'Italiano. Lezioni semiserie'. Sul libro scrivi che non si dice mai 'assolutamente si' oppure 'assolutamente no'. Ebbene, io lo sento dire sempre dappertutto, in televisione, in radio, e tutte le volte mi irrito e penso: Severgnini ha detto che non si dice!! Giusto?? Saluti e sempre forza INTER. Rossana

14/06/2008

A quando altri 'Interismi'?

Caro Beppe, dopo 'Interismi', 'Altri Interismi' e 'Tripli Interismi' (specie dopo quest'ultimo) sento la mancanza delle tue perle di saggezza sulla squadra nerazzurra. Erano consolatorie, esortatrici, politically correct, ma soprattutto erano scritte in maniera spensierata da una persona altrettanto spensierata. So che hai promesso che non puoi scrivere un libro ad ogni scudetto che vinceremo...ma almeno per una Champions (sperando che arrivi a breve) potrai infrangere questo voto?! Ogni lunedì compro la Gazzetta per due motivi: leggere le pagelle (viva la mediocrità del 6,5 al migliore in campo) e leggere la tua rubrica (così come Sportweek al sabato), per sapere cosa ne pensi dell'ultima giornata e di altri faccende calcistiche. Un saluto, e forza Inter!

Postato da ibra08 (riccardo_pd@libero.it)
Risponde Beppe: Grazie Riccardo. 'Eurointerismi' (in caso di Champions) mi tenta, eccome. Ma credo resisterò... Spero comunque che l'Inter mi metta in tentazione: questo è cio che conta! Bsev.
12/06/2008

Primo intervento

Sto leggendo'L'italiano. Lezioni semiserie' e ne sono rapito, in quanto amante passionale della lingua italica. Però credo sia passabile il vezzo di un buon conoscitore dell'italiano di far sfoggio della sua abilità, ovviamente senza eccedere, anche solo per narcisismo... L'avessi avuto come provessore Severgnini! Si sarebbe anche potuto disquisire amabilmente di Inter... 'Il sedici per i sadici'!

Postato da GAZZA (gazza.doc@hotmail.it)
03/06/2008

Roma Civitavecchia

Galeotta fu la sosta all'autogrill della Roma Civitavecchia. Mentre ripristinavo la giusta dose di caffeina nel mio sangue, ( insomma mentre prendevo un caffè ), ho visto sullo scaffale il libro sulle lezioni semi serie della lingua italiana. Bè che dire: complimenti davvero caro Beppe. L'ho divorato in due giorni, digerito in tre e riletto attentamente in una settimana 'armato', questa volta, di matita e blocchetto di post it giallo per appuntarmi le pagine più sfiziose. Delizioso il passaggio sui due punti, utile davvero quello sulla litote e l'ossimoro. Se non ti avessi letto con tanta attenzione non avrei difficoltà a definire certi spunti davvero MITICI! E non sai i sorrisi che sono spuntati in me nello scrivere questo commento che sarà lungo ma privo di maiuscolite, di troppe virgolette e sopratutto senza fregatura finale.

Postato da Parnaso (ruschioni77@yahoo.it)
Risponde Beppe: Vedo che hai imparato la lezione, Michele.
30/05/2008

La Bella Figura

Caro Signor Severgnini, nel suo libro c'è scritto che la espressione 'Bella Figura' esiste solo in italiano. Mi dispiace, ma non è esattamente corretto. Anche nel tedescho c'è la espressione 'far bella figura'. Vuol dire che ci siamo anche riduttivo noi tedeschi? Cari Saluti, stefania

22/05/2008

Bellissimi!!!

Sto leggendo 'L'Italiano. Lezioni semiserie' ed ho letto 'Italiani si diventa'. Mi sto divertendo tantissimo e sto anche ripassando alcune regolette ortografiche, presenti nella mia memoria, ma un po' arrugginite dal tempo. In entrambi i libri mi sono letteralmente 'squartata' dalle risate incontrando espressioni come 'luartis' o descrizioni di spaccati della vita cremasca. Di complimenti ne avrà già ricevuti tanti, il signor Severgnini, ed anche da personalità ben più in vista, ma volevo aggiungere anche i miei, che per quel poco che valgono, sono comunque di una sua fan affezionata. Tanti saluti. Antonella

Postato da Perfida (antonella.pasquale@bakemark.it)
Risponde Beppe: Complimenti graditissimi. W i luartìs.
21/05/2008

Thanks you.

Si ritenga soddisfatto Signor Severgnini: io sono la centoduesima persona che dopo aver letto e riletto 'L'Inglese' - Nuove lezioni semiserie - ha ridotto le distanze da una ligua la cui diffusione è difficile non notare. Ho avuto modo, anche questa volta, di imparare molto divertendomi assai. Sappia che in casa nostra ogni sua opera viene letta, riletta, commentata e discussa con allegria da almeno quattro persone. Complimenti e grazie! Conchita

Postato da Conchi (concettalinda@tiscali.it)
21/05/2008

Duecentosessantacinque pagine, un anno di descrizioni.

Stanotte, dopo aver letto anche l'ultimo capitolo e i ringraziamenti di 'Un Italiano in America', vado serena e contenta verso il mio riposo notturno. Il libro di Severgnini è pervaso da un incessante umorismo ben miscelato con acute, comiche e amene osservazioni. Sebbene non espressa traspare la sua curiosità, adattabilità e pazienza verso usi e costumi diversi dai nostri; il tutto ben condito con un pizzico di malinconia e nostalgia. I miei complimenti all'autore. Conchita

16/05/2008

les hommes

Caro Beppe, ci siamo incontrati brevemente alla cena dell'Ambasciatore Spogli. Ho letto alcune parti del tuo Manuale dell'uomo domestico e per quanto sia divertente pende molto dalla parte del maschile! Non credi che gli uomini ci provino dopo una cena mentre credi che tutti gli uomini vogliono stare da soli! Anche io ho spesso bisogno di momenti di solitudine e gli uomini non lo capiscono...invertire i luoghi comuni e' un tuo motto, no? sto cercando disperatamente la versione francese 'Comment peut-on être italien?' ma a Roma non si trova ne' da Feltrinelli international, ne' a Termini...forse il centro St. Louis? Un suggerimento? grazie, buon lavoro, Veronica

Risponde Beppe: Strano che l'edizione francese de 'La testa degli italiani' - 'Comment peut-on être italien?' (Flammarion) - non si trovi, nelle librerie internazionali di Roma. La cosa migliore, a questo punto, è ordinarlo su internet. Saluti, e grazie della stima. bsev
06/05/2008

Un'altra lingua oltre all'inglese

Caro Severgnini, ho finito di leggere “Lezioni semi-serie di Inglese” per dare una ripassatina al mio Inglese decisamente “datato”, dal 1967 al 1972. E’ vero, si impara meglio l’inglese se lo si abbina con il divertimento… Imparavo la lingua con le canzoni di Bob Dylan che avevano il testo originale in inglese e la traduzione italiana alla pagina di fronte, nei libri economici della Newton Compton , casa editrice con il pregio del basso prezzo. Altrettanto vero che la lingua inglese ha prova di vitalità, nonostante venga maltrattata proprio da tutti, dai turisti ai venditori ambulanti, agli studenti… Poche regole, semplicità di uso, le odiate declinazioni in latino non ci sono: come si fa a non imparare una lingua sfacciatamente facile? La sua diffusione in tutto il mondo è dimostrata dal suo uso: russi e cinesi si possono insultare tranquillamente in inglese, in una lingua che non è la loro. Che piaccia o no, è parlato dalla maggioranza della popolazione mondiale… Ma esiste anche un’altra lingua parlata, pardon, maneggiata dai Sordi di tutto il mondo: la Lingua dei Segni. Tutte le lingue del mondo sono vocali: solo la Lingua dei Segni è l’unica lingua visiva. Oh no, non intendo scatenare una competizione: i confronti sono quasi sempre antipatici e oltretutto sono due lingue completamente diverse sotto vari aspetti. Quello che vorrei sottolineare è la diffusione in tutto il mondo della Lingua dei Segni, proprio come l’inglese, e con la facilità di apprendimento in comune. Non è esperanto, invenzione linguistica che non ha mai attecchito. Se due Sordi stranieri, per esempio un americano e un giapponese, si incontrano, inizialmente la comunicazione in segni non sarà veloce, ma la sera, alla fine della giornata, si può assistere a una comunicazione fitta a base di Segni internazionali. Ciò dimostra la facilità di uso, proprio come l’inglese. Non sono io a prendere la briga di fare questa affermazione, è scritto nel libro del medico-scrittore Oliver SACKS, “Vedere voci” ed. Adelphi e lo faccio per dimostrare la scientificità dell’affermazione. E circa un mese fa un concerto rock di Daniele Stefani è stato accompagnato con traduzione in Lingua dei Segni: più facile di così… Nonostante il fatto che sia stata dichiarata lingua ufficiale dall’Unione Europea nel giugno 1988, ed abbia l’appoggio dell’ONU e dell’OMS, in Italia la LIS (Lingua Italiana dei Segni) fatica ad avere il riconoscimento ufficiale dal Governo Italiano. Un paese del Terzo Mondo come l’Uganda non ha problemi a riconoscerlo come Lingua ufficiale: esistono notiziari in Lingua dei Segni anche nei paesi arabi, ci sono principi scandinavi che fanno gli auguri di Buon Anno con i Segni, e anche la nostra RAI fa la sua parte, anche se potrebbe fare molto di più, nonostante la martellante pubblicità… Colpisce l’indifferenza “bipartisan” verso la Lingua dei Segni, nonostante le promesse, moltiplicate in tempo elettorale, che durano da più di venti anni (dal 1988 in poi). L’unica cosa che accomuna gli opposti schieramenti politici è la mancanza di risultati concreti in campo legislativo. Caro Beppe, potresti pubblicare questa lettera di protesta sul Corriere della Sera? Quello che potrai fare, nei limiti del possibile, sarà molto gradito dalla maggioranza dei Sordi Italiani (Scrivo Sordi con la S maiuscola in quanto Comunità e Minoranza Linguistica, e non solo handicap oppure “diversa abilità”, parola che adesso è di moda…). Grazie. Michele RUSCICA SIRACUSA

Postato da mike (bonkrus11@virgilio.it)
05/05/2008

inglese

lo so è una domanda banale. Non riesco ad imparare l'inglese, so che Lei giustamente più di una volta disse che in Italia la percentuale di persone che parlano un buon inglese, rispetto alla media europea, è decisamente inferiore. Non potendo andare all'estero, faccio corsi presso importanti centri linguistici eppure! Mi dia una dritta, vorrei un giorno poter parlare senza problemi con un americano/inglese, come ha appena fatto lei con Al Gore. Grazie Giuliano

Postato da aleeli (berettagiuliano@tiscali.it)
01/05/2008

Beppe for President

Caro Beppe, una postilla, nella posizione finanziaria in cui mi trovo, (cameriere part-time per scelta, B & B all'inizio attività, tour operator in the making, certificato in Umbria) posso solo comprare libri in Paperback. Ti vorrei leggere molto volentieri in qualcosa più lungo di un post su Italians o articoli vari che apprezzo molto. Da me prenderai pochi e subito ti stimo troppo per scaricare qualche E-book su Internet (coi libri non lo faccio comunque, i libri sono una cosa seria non sono telefilm), se sei a Perugia siamo un gruppo che organizza visite guidate alla Mostra del Pintoricchio fino al 29 Giugno (Bernardino di Betto quello vero non quell'impostore di Del Piero). In italiano, in Inglese la faccio io la traduzione simultanea, ed anche in Tedesco (Voglia mai ci venga a trovare Papa Ratzinger).

26/04/2008

richiesta

Chiarissimo, dopo una sana lettura pomeridiana, eccomi a formulare una precisa richiesta. Il libro scelto oggi era; L´italiano - Lezioni semiserie. Una lettura interessante, che mi ha accompagnato per alcune ore con sane risate. Confesso che ora mi sento impacciato a scriverle, ma la ringrazio per i dubbi che ha destato in me. Ritengo che ognuno debba scrivere come realmente uno é. E´la societá odierna che ci porta ad esagerare. Ma veniamo alla richiesta. La seguo da anni e vorrei rivivere un ricordo lontano. Il filmato di una simpatica trasmissione televisiva con lei che intervista Alberto Tomba. Una vera lezione di giornalismo! Dopo averlo messo verbalmente in crisi, lei lo riabilita facendolo balzare sulla scrivania. Come i suoi libri, vorrei facesse parte delle mie raccolte. Mi puó aiutare al rintraccio? La ringrazio anticipatamente, a presto. Urbano Ferrazzi

Risponde Beppe: Ci provo, ma non sarà facile. Provato a chiedere alla RAI? bsev
24/04/2008

La testa degli italiani - Brasil

Versão brasileira da capa do livro 'A cabeça do italiano'. Brazilian version of the 'La testa degli italiani' cover. http://img.photobucket.com/albums/v213/elmorosa/Design/Capadelivro_Acabeadoitaliano.jpg

Postato da elmorosa (elmorosa@hotmail.com)
Risponde Beppe: Grazie Rosa!
21/04/2008

Commenti a 'L'italiano...

Caro Beppe Severgnini, il libro mi è piaciuto, molto. Osservazioni: p. 95 'brevi manu' è giusto; p. 112 mi pare brutto 'alla prossima', dal fr. familiare 'à la prochaine(fois)' 'arrivederci alla prossima (es. 'cena, ciucca, gita'); p. 115 avrei gradito sapidi esempi del masotest; p. 180 lo Zingarelli 1964 dà 'scàndinavo, utènsile/ìle'; p. 184 manca l''a capo' per introdurre il II periodo. Curiosità: non trovo 'intellegibile' (p. 181) né in Zingarelli 1964 né in Diz. Encicl. Treccani con supplementi. Commiato affettuoso: anche sulla mia scrivania sta, dal ginnasio 1955-57, la (o il?) Battaglia-Pernicone ma con copertina rosa: lo consulto ancora. Grazie e cari saluti Mariella Pautasso

Postato da Mariella Pautasso (mariella.pautasso@gmail.com)
18/04/2008

l'ITALIANO LEZIONI SEMISERIE

Cari colleghi, insegnanti di tutta Italia, uniamoci contro le barbarie linguistiche! Vi sentite mai infastiditi quando i genitori dei vostri alunni vi danno tranquillamente del tu, oppure vi salutano con un ciao al supermercato come fossero vostri amici di lunga data? Io sì, e molto. Quando ho iniziato a insegnare ho attribuito questo comportamento alla mia giovane età (avevo 22 anni), ma ora che di anni ne ho quasi 34 posso constatare che le cose non sono cambiate. Non è questione di superiorità: è questione di ruoli, educazione, pertinenza linguistica. Questo è solo uno degli argomenti che Severgnini affronta nel suo saggio semiserio, ironico, divertente. L’autore tratteggia, velocemente, ma a mio avviso in modo efficace, quello che è il panorama linguistico nell’Italia di oggi: errori, o cattive scelte linguistiche, che a volte sono più vicine all’ignoranza (sempre linguisticamente parlando), altre volte alla mancanza di gusto e alla maleducazione. Il saggio ha uno scopo: aiutarci a parlare e a scrivere meglio, fornendo anche semplici consigli… non per niente l’autore lo dedica a tutti coloro che scrivono da cani! Leggete, colleghi, leggete!

16/04/2008

Autorizzazione

Caro Severgnini, mi piacerebbe darle del 'tu'per 3 ragioni: 1.Inter 2. co-pizzaiolo a Luxembourg 3. futuro collega, scrittore, forse, ora che vado in pensione. Ah , sono anche più vecchio!! In realtà le scrivo per avere un'autorizzazione: a scrivere un libro sulla base di 'Italiani si diventa' e che avrebbe per titolo 'Italians si nasce' E evidente che non posso neanche cominciare senza una sua benedizione! Cordiali saluti. Antonio Doronzo

Risponde Beppe: Mai benedire, mai impedire.
11/04/2008

Emoticon

Caro Beppe, il suo 'L'Italiano, lezioni semiserie' è a portata di zampa, vicino alla tastiera, in compagnia di 'Impariamo l'Italiano', del compianto Cesare Marchi. Dopo l'articolo di De Rienzo su punto e virgola ed emoticon - lei ed io li chiamiamo faccine, e li odiamo con la stessa intensità - mi sono riguardata i capitoli sulla punteggiatura. Confortata da quanto ci ho trovato scritto, vorrei dire la mia, su questo supposto nuovo stile, costituito da pagine crivellate di punti. Ho la sgradevole impressione che tutti questi punti fermi siano un maldestro tentativo di conferire fermezza a un discorso che altrimenti non ne avrebbe. Esempio: 'Andando verso la stazione, guardai l'ora; ero in ritardo.' Frase totalmente priva di interesse. 'Io. In cammino verso la stazione. L'orologio. Sono in ritardo!' Ad ogni sosta, si crea un'aspettativa, e il malcapitato lettore si aspetta che, finalmente, càpiti qualcosa; invece, non succede niente. Sarò demodè, ma questa gente mi fa rimpiangere Manzoni. Grazie per la sua appassionata difesa della nostra ricchissima lingua. Con stima Valentina Carli

Postato da mammacattiva (valecarli@gmail.com)
04/04/2008

tutti

caro Beppe, ho imparato ad aprezzare il Suo modo di scrivere tanti anni fa quando nello sfogliare il mensile del Touring club cominiciavo dall'ultima pagina!!!!!! grazie per l'autografo che ho avuto l'altro giorno all'Alfieri di Cagliari; mi fa sentire privilegiata rispetto ad altri lettori! a presto!

04/04/2008

E se ora scrivesse...

Caro Severgnini, dopo aver letto il suo libro sull'italiano i miei temi scolastici hanno dato molte soddisfazioni. Del mio ultimo compito hanno scritto:'L'elaborato è esposto in modo chiaro, armonioso, con una struttura logica corretta ed una buona padronanza lessicale che rende il testo scorrevole e piacevole'. Non male per uno studente di prima liceo, vero?:-) Il suo umorismo, poi, ha fatto morire dalle risate persino mio nonno, e LUI è un milanista sfegatato (sarà per quello che ha deciso di regalare il libro a me?) così ho pensato di darle un suggerimento: perché non scrive una guida su come far ridere? credo che la gente ne abbia proprio bisogno.

Postato da E=mc2 (inaguastamacchia@tiscali.it)
02/04/2008

un italiano in america

libro fantastico e geniale, sono stata in america ed è davvero tutto così.... poi è adatto anche a noi ragazzi ed è comprensibile davvero magnificamente, inoltre è un pò come un manuale d'uso per un viaggiatore diretto negli USA grazie per avere scritto questo libro

01/04/2008

Complimenti

Caro signor Severgnini , mi complimento con lei per l' incontro strepitoso di ieri a Cagliari nel quale avrei voluto ringraziarla per la bellissima rubrica che ogni settimana inserisce su sportweek ovvero ' lost in translation ' e da 15enne interista .....lei preferibbe Mancini o Mourinho . rispondendo mi farebbe un gran favore la ringrazio per la splendida trilogia di 'Interismi' cordiali saluti Alessandro da Cagliari

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